Firefox non è un panda rosso

Firefox non è un panda rosso

giovedì 17 luglio 2014

Oblio? No, effetto Streisand

Ovvero: come anche i cervelloni dell'Unione Europea si rivelano utOnti all'ennesima potenza.
Insomma: obbligo per Google di rimuovere risultati di ricerca che puntino a qualunque cosa parli delle persone che vogliono il "diritto all'oblio". Ma solo in Europa. Se si accede a google.com anziché a google.[qualsiasi-desinenza-europea], magari mascherando l'IP, i risultati incriminati compaiono, eccome se compaiono. E poi nascono pagine come Hidden from Google, con la lista di cosa è stato censurato dai risultati di ricerca e relativa fonte. Banche? Uhm. Scientology? Hah. E chissà cos'altro si può trovare in quelle circa quarantamila richieste di "diritto all'oblio" pervenute a Google subito dopo l'emissione di quella quanto mai inopportuna sentenza. Così i soggetti che vogliono a tutti i costi farsi dimenticare invece ottengono l'opposto, cioè moooooolta più pubblicità, un vero e proprio effetto Streisand. E questo con la complicità di quegli utOnti all'ennesima potenza che pullulano negli alti vertici della corte di (in)giustizia dell'Unione Europea. Complimenti, davvero.

mercoledì 4 giugno 2014

UtOnzia automobilistica

Questo è un utOnto che conosco per l'immensa serie di "prodezze" informatiche di cui s'è reso artefice, e che prima o poi raccoglierò in un post... naaa, meglio un libro. Ma è talmente utOnto in tutto ciò che fa che non ho nemmeno avuto bisogno di coniargli un soprannome: ci hanno pensato i suoi stessi amici e familiari a battezzarlo GP, spiegando (agli altri, non a lui) che sta non per Gran Premio, ma per Gran Pirla. Un giorno giravo per concessionarie di auto, in vista di un possibile cambio della mia carretta, e avevo iniziato dalla concessionaria di $GrossòMarchiòFranscesé; mentre ero lì a ficcare il naso tra le vetture in esposizione, ecco che entra GP, agitatissimo, con un foglio in mano, e comincia a tartassare il venditore.
GP: (sventolando il suo foglio spiegazzato) Ma tu guarda! Macchina nuova e ha già dei difetti! Tre mesi che ce l'ho e già me la richiamano per riprogrammare la centralina! Io non posso mica star senza la macchina per giorni e giorni; me lo fissate un appuntamento che me la fanno subito subitissimo? Tanto devono solo schiacciare un pulsante e la centralina, puff, riprogrammata.
Venditore: (perplesso) Riprogrammare una centralina non è così semplice. Ma tra l'altro è sicuro? A me non risultano campagne di richiamo in corso.
GP: (sventolando ancora più ampiamente il foglietto) Ma sta scritto qui! Questa è la serie della mia macchina, e qui c'è scritto che un difetto della centralina potrebbe impedire [la rava e la fava: è talmente sconclusionato a parlare che non ci ho capito una cippa, e il venditore ancora meno].
V: Strano che queste cose le comunichino ai clienti e non a noi. Anzi, per queste campagne di richiamo, quando si verificano, la casa madre manda la comunicazione a noi e siamo noi, poi, a contattare i clienti interessati. Ma mi dica qual è la sua auto, e vedremo il da farsi.
GP: Sì, però io la macchina la devo riavere subito? Che ci va a riprogrammare una centralina?
V: Sì, ma io ho bisogno di sapere qual è l'auto in questione.
GP: (non l'ha minimamente ascoltato) Perché qui ti mandano 'ste cose e fanno in fretta a dirti che se non porti la macchina a riprogrammare la centralina rischi di schiantarti. Adesso mi fissate questo benedetto appuntamento e io dopo un'ora torno a prendere la macchina, e se in un'ora non è pronta poi sono tutti cavoli vostri. (Mi nota.) Oh, ciao, diglielo anche tu che questo non è il modo di trattare i clienti.
Io: Ma scusa, tu non ti eri appena preso una $AutoKrukken $NotoModellen?
GP: Sì, e con ciò?
Io: E con una $AutoKrukken vieni a scassare il cazzo in una concessionaria di $GrossòMarchiòFranscesé?
GP: E be'? Sempre macchine sono.
Io: Tsè. Sono due marchi completamente diversi, uno francese e uno tedesco, e si fanno una concorrenza spietata; già strano che il venditore non abbia schiacciato il tasto del Super Distruttore quando ti ha visto entrare con una $AutoKrukken proprio qui. (Prendo in mano la sua lettera strapazzata.) Infatti, questa ti arriva dalla concessionaria dove hai comprato la macchina, in via Taldeitali numero bah. Adesso gira sui talloni, vai dalla tua concessionaria e presenta questa lettera, sbraitando un po' meno.
GP: Ma se me lo fanno qui cosa cambia?
Io: Quale parte di "$AutoKrukken non è uguale a $GrossòMarchiòFranscesé" non ti è chiara? Qui non possono fare nulla; ti rimetteranno a posto la macchina. Via, sciò, sparisci: stai disturbando i clienti legittimi di questa concessionaria.
GP: Cioè, io ho sprecato tutto 'sto tempo a venire qui e adesso mi tocca andare dall'altra parte? Ma che merda. (Alla fin fine, però, gira sui talloni e se ne va.)
Il venditore mi ringrazia con lo sguardo.

martedì 25 marzo 2014

Largo! Largo!

(Il titolo è la citazione di un romanzo di Harry Harrison. Leggetelo - ma soprattutto lasciate perdere il film tratto dal libro, col suo orrendo titolo in italiano "2022: i sopravvissuti", perché non rende minimamente giustizia al libro - e capirete come devono sentirsi i dati pigiati su certi hard disk...)
Ancora un caso di utOnzia domestica. Un amico (che chiamerò il Disposofobico) mi chiama per generici problemi al PC: insomma, tutto ciò che sa dirmi è che di botto non riesce più a fare niente, a installare niente, a usare niente. Mi risuonano già nella mente le sirene d'allarme (viiiiiiiiiiirus, viiiiiiiiiiiirus); eppure gli ho sistemato io antivirus e antimalware, quindi qualche dubbio mi coglie. Vado a vedere il PC.
(Prima volta)
Avvio la macchina e appare a video un messaggio gentile e beneducato con cui il sistema informa che non c'è più spazio sull'hard disk. Lo indico.
Io: Ma questo messaggio l'hai cagato di striscio?
D: Oh, ma io do sempre OK su questi messaggi del sistema, mica spreco tempo a leggerli.
Io: Male, male. Se l'avessi letto avresti capito bene qual è il problema. Adesso leggilo.
D: (legge) Cosa vuol dire che non c'è più spazio? Eppure ho un hard disk da 2 TB.
Io: (Guardo le risorse di sistema: Winzozzone dà barra blu piena relativamente all'hard disk) 2 TB pieni di stronzate. Spazza via un po' di roba e vedrai che il PC tornerà a respirare. C'hai tanta di quella rumenta, qui dentro, che se la butti via come minimo ricuperi 1 tera e 800 giga.
D: Ma è tutta roba che mi serve.
Io: E fatti un backup altrove, no? Prenditi un hard disk esterno, masterizza una pila di blu-ray... insomma, leva quelle tonnellate di immondizia da lì sopra. Tanto non è roba che ti serve: sono minchiate a nastro, video che forse non hai mai neppure guardato, roba tirata giù senza criterio dal P2P e via dicendo. Finché non liberi un po' di spazio il PC non funzionerà mai a dovere.
D: (Poco convinto) E vabbe', farò come dici.
Tsè. Guarda, Dumdumderum, ho visto le tasse calare.
Il giorno dopo mi richiama.
D: Ho fatto pulizia come dicevi tu, ma continua a darmi l'errore.
Io piglio e vado di nuovo a vedere il PC.
In effetti ha trascinato un po' di roba nel cestino. Senza svuotarlo, però. Guardo bene quei file: tutta roba microscopica; infatti, svuoto il cestino e ricupero... 50 mega! Guardo il mio amico.
Io: Mi fa piacere che tu abbia tolto qualche granello di polvere, ma la roba massiccia è ancora qui. Non ne verrai mai a capo se non ti decidi a buttare via o spostare altrove tutte 'ste quintalate di schifezze. Porca bubbana, c'hai 2 tera di hard disk. 2 tera! E ti trovi nella cacca a installare quel videogioco che ti occupa solo 20 giga, cioè un centesimo di quello spazio. Pulire, pulire!
Borbotta un mezzo assenso, con ancora meno convinzione. Vabbe', sto urlando nelle orecchie a un sordo. Me ne vado; D non mi chiama più per un po'. Mi chiedo se veramente sia riuscito a liberare almeno un centinaio di giga... poi mi capita di parlare con suo cugino.
CdD: Sai, D mi ha chiamato l'altro giorno; era incazzato con te perché non gli hai risolto il problema col PC.
Io: Scende dal cazzo e va a piedi. Gli ho detto di liberare spazio sull'hard disk, e lui, evidentemente, non l'ha fatto.
CdD: (ridendo) Oh, gliel'ho liberato io, di riffa o di raffa. Mi dice tutto incazzato "Guarda qui, non mi lascia scaricare [FamosoVideogioco] da Steam, e quando ho comprato la versione in scatola spendendoci 50 euri e ho provato a installarla non mi ha funzionato, e tutto quello che quel pirla è in grado di dire è che devo buttare via roba per fare posto." Io guardo il suo hard disk, gli dico: "Be', quel pirla c'ha proprio ragione." e gli ranzo via un mucchio di roba. Dovevi vedere la sua faccia quando gli ho spazzato via in una botta unica un tera e mezzo! Adesso, però, riesce a installare [FamosoVideogioco] senza problemi. To', ecco, la versione in scatola la regala a te, come pagamento per avergli dato una soluzione ed esserti pure preso del pirla. So che vai matto per questo genere di videogiochi.
Io: Bene, ma la prossima volta che si lamenta che non riesce a installare un videogioco, per favore, pensaci tu.
Lui concorda, e se ne va sempre ridacchiando.

mercoledì 5 marzo 2014

Ahi ahi ahi, le striscette azzurre nei PDF

L'altro giorno mi chiama UtOntaInsospettabile (sì, una di quel tipo di utOnti che per un certo periodo riescono quasi a farsi classificare utEnti, poi di botto ti fanno crollare il mito). E' tempo di aggiornamenti vari del PC, e come al solito devo rispondere picche a una marea di chiamate del tipo "Mi avete fatto gli aggiornamenti e adesso non va più". UI ha portato la questione ad alte vette...
UI: Mi avete fatto gli aggiornamenti al sistema e adesso quando apro un PDF mi appare con delle striscette azzurre.
Io: (?????) Dubito fortemente che gli aggiornamenti c'entrino in qualche maniera. Potrebbe essere che quel PDF è corrotto. Posso collegarmi in remoto e vedere?
(Assenso, e solita procedura per il collegamento, e mi appare a video ciò che stava vedendo lei. C'era una bella finestra di Adobe Reader con un bel file PDF aperto. Mi gratto più e più volte la testa, oltremodo perplesso.)
Io: Ti sembrerà strano, ma io questo PDF lo vedo perfettamente normale. Pagina bianca, il testo in nero, nessun elemento grafico di altri colori.
UI: No, non sono orba, le vedo bene quelle striscette azzurre sui lati. E io questo PDF lo devo allegare a [documento muy importante]; non posso mica allegarlo così. E mi succede da quando mi avete fatto gli aggiornamenti.
Io: (in tono duro) Ribadisco il concetto: gli aggiornamenti non c'entrano assolutamente. E io continuo a non vedere nessuna striscetta azzurra, quindi, per favore, prendi tu il controllo del mouse e indicami con precisione dove sarebbero.
UI: Questa... e questa. (Mi indica nientepopodimenoché i bordi della finestra di Adobe Reader)
Io: Ma quelli sono i bordi della finestra di Adobe Reader; non fanno parte del PDF, è solo l'interfaccia del programma.
UI: Sì, però non posso allegare un PDF così a [documento muy importante]...
Io: Ti ho appena detto che non fanno parte del PDF. E' Adobe Reader che li visualizza intorno alla sua finestra, come ha sempre fatto. Il PDF è pulito.
UI: Sì, però se allego questo PDF a...
Io: (ma porca di quella bubbana!) Allegalo senza problemi e non ti preoccupare di come lo visualizzi. Vedrai che chi lo apre lo vedrà pulito.
UI: Ah, va bene, se lo dici tu...
Sì, sì, e intanto aspetta che raccolgo le mie palle dal pavimento, dove sono appena cadute. Ma non gliel'ho detto: non sono così masochista.

mercoledì 15 gennaio 2014

Quattro risate sul famoso detto "Due torti non fanno una ragione"


Trovata in giro per la rete. Il sito diy.despair.com è un generatore di poster demotivazionali, e non lascia capire se quest'immagine è un montaggio o se davvero è successo a qualcuno. Resta il dubbio per chi ha già visto anche di peggio succedere sui computer: Winzozzone si è inciofecato nell'inciofecarsi? Come per un ladro perdere il portafoglio che ha appena rubato a qualcuno, insomma.

(Risposta all'obiezione dei più tecnici: lo so che non è possibile. Quando una macchina è andata in schermata blu, il sistema grafico se n'è già andato da mo' a bubbane e non può presentare un pop-up. Ma era per ridere un po', no?)

giovedì 5 dicembre 2013

Test per utOnti - naaa, per tonti e basta


Tradòòòt per chi non capisce il babi l'ostro quella lingua là. (N. B: questo studente si è preso l'equivalente di un sonoro 4 come voto ufficiale, ma l'equivalente di un bel 10+ per la creatività.)
1. In quale battaglia morì Napoleone? Nella sua ultima.
2. Dove venne firmata la Dichiarazione d'Indipendenza? In fondo alla pagina.
3. In che stato scorre il fiume Ravi? In stato liquido.
4. Qual è la motivazione principale del divorzio? Il matrimonio.
5. Qual è la ragione principale per gli esami? Il fallimento.
6. Cosa non puoi mangiare per colazione? Il pranzo e la cena.
7. Cosa assomiglia a mezza mela? L'altra metà.
8. Se lanci una pietra rossa nel mare blu, cosa diventa? Semplicemente, una pietra bagnata.
9. Come fa un uomo a non dormire per otto giorni? Facile, dorme di notte.
10. Come si può sollevare un elefante con una mano sola? Non si possono sollevare elefanti che hanno una mano.
11. Se hai 3 mele e 4 arance in una mano e 4 mele e 3 arance nell'altra, che cos'hai? Mani molto grandi.
12. Se ci vogliono 10 ore a 8 uomini per costruire un muro di mattoni, quanto ci vuole a 4 uomini per costuirlo? Niente, perché il muro è già stato costruito.
13. Come puoi far cadere un uovo crudo su un pavimento di cemento armato senza romperlo? Come vuoi, dato che è molto difficile rompere un pavimento di cemento armato.

Dopo essere cappottato sul pavimento a ridere per un'ora di fila, sono arrivato a trarne una conclusione seria. Il tonto non è stato lo studente, il quale ha voluto lanciare agli insegnanti un ben preciso messaggio su come la pensava su test del genere. I tonti sono gli insegnanti, che vanno davvero a inventarsi domande che vanno dal mal formulato (10, 12, 13) all'assurdo totale (4, 5, 6, 7, 8, 9, 11); le prime tre erano sensate, ma penso proprio che lo studente abbia scritto le risposte ad esse dopo aver visto le altre. E meno male che non sono solo le sQuole italiane ad essere afflitte da cretinismo iperburocraticizzato galoppante...

lunedì 11 novembre 2013

SourceForge? No, MoneyForge!

In seguito a questo post, ho ricevuto una segnalazione da parte di un team di autori di software open source (no, non è Freemake). In sostanza, mi dicono che loro non mettono intenzionalmente degli acchiappapolli nel loro software. Chi è il colpevole?
Udite udite: SourceMoneyForge.
Questo sistema per costringere gli utOnti a corcarsi il PC di merdate è schiantato nel codice dell'installer fornito dal noto sito che ospita software open source, e proprio alla facciazza dell'open source il codice di questo installer è proprietario. E se si va a visitare il sito di qualunque progetto lì sopra, ci si trova la pagina piena zeppa di bei pulsantoni verdi "Download" che permettono di scaricarsi ogni genere di infame merdata.
Sostanzialmente: da sito di riferimento per la comunità dell'open source, SourceMoneyForge è diventato il ricettacolo di tutti i più fetenti fornitori di malware - e uso il termine a ragion veduta - commerciale che ci siano in giro per il web. E poi ci si chiede perché grossi progetti open source come GIMP abbiano deciso di andarsene via da SourceMoneyForge. A questo punto, l'unica è aspettare che anche tutti gli altri mollino quella piattaforma e se ne vadano per conto loro. O guardare bene cosa si sta installando; ma questo è un concetto totalmente alieno alla mente dell'utOnto. Cari amici di SourceMoneyForge, lo ribadisco: un utOnto è un utOnto, ma approfittarsene così è da gran bastardi.

UTCMFSI5M (2)

Sottospecie: quelli secondo i quali se è alimentato da corrente elettrica è competenza del tecnico informatico. (Ancora non mi hanno chiamato per un tubo che perde, quindi parto dal presupposto che deva essere alimentato elettricamente.)
Una conversazione:
UtOnto1: Abbiamo la macchinetta del caffè che non funziona.
Io: E perché hai chiamato noi?
U1: Eh, mi sembra ovvio. Questa macchinetta c'ha un computerino, no? Quindi è compito vostro.
Io: Noi non ci occupiamo di macchinette del caffè, mi spiace. Forse ti tocca chiamare la ditta che ve l'ha fornita.
U1: Sì, ma se sto lì ad aspettare loro stiamo una settimana senza caffè. Se intervenite voi...
Io: Quale parte di "non ce ne occupiamo" non ti è chiara? Non è che perché è dotata di "un computerino" sia automaticamente compito nostro. Noi non abbiamo neppure l'attrezzatura necessaria per andare a ficcare il naso in quel "computerino", sempre che sia lui il colpevole. E' roba di cui si occupa la ditta che vi fornisce le macchinette, e tra l'altro penso proprio che s'incazzerebbero come un intero branco di iene se degli estranei ficcassero le mani nelle loro apparecchiature.
U1: Sì, ma...
Io: Prima li chiami, prima potrai bere il caffè, no?
Dal modo in cui mi ha posato la cornetta senza nemmeno dirmi "ciao" ritengo che non sia stato soddisfatto della mia risposta. Comunque, sono già stato chiamato da vari utOnt, oltre che per la macchinetta del caffè, per:
- un televisore;
- una macchina per imbustare, modello Inceppomatic Scassamarronix De Luxe (insomma, una di quelle trappole infernali che alla terza busta producono una serie di suoni da arricciare i denti e alla quarta busta hanno combinato un paciugo mostruoso tale da rendere necessario lo smontaggio di varie parti della macchina per liberarla da carta triturata sparsa un po' ovunque);
- l'ascensore;
- luci fulminate;
- una vecchia radiosveglia;
- un frigorifero;
- altro a scelta (no, il tostapane me lo sono scampato).
E regolarmente più l'apparecchiatura in questione è lontana dal mondo dell'informatica, più l'utOnto di turno insiste che sia compito nostro. Un giorno o l'altro mi porteranno un utOnto su una barella e mi chiederanno di curarlo...

mercoledì 30 ottobre 2013

UTCMFSI5M (UtOnti telefonici che mi fanno saltare i cinque minuti)

Sottospecie: quelli che ti chiamano, son lì che si fanno i beati cazzacci loro e non ti cagano di striscio quando cerchi di attirare l'attenzione.
Ecco una conversazione; prima chiamata.
Io: Pronto.
UtOnto: (si fa i cazzi propri, ride e scherza con chi c'è nella sua stanza e non risponde)
Io: Pronto!
U: (bli blo e bla)
Io: Pronto!
U: Eh, un attimo. (Bli blo e bla)
Io: (Riaggancio).
Tempo 35 millesimi di secondo, l'utOnto si accorge che gli ho riagganciato e mi richiama.
Io: Pronto. (Già con tono un po' scazzato.)
U: (Blablablì e blablablà)
Io: PRONTO!
U: Eh, ho detto un attimo. (Mumble mumble bla bla bla)
Io: (Tsè, tua nonna in carriola. Riaggancio.)
Altri 27 millesimi di secondo, e l'utOnto richiama, stavolta incazzato.
Io: Pr...
U: Ma allora, perché continui a sbattermi la cornetta in faccia? Se ti sto chiamando un motivo c'è.
Io: Chiaro e tondo, ma allora quando mi chiami al telefono mi dici chiaro e tondo cosa ti serve, subito e senza metterti a cazzeggiare con le altre persone che ci sono lì.
U: Eh, ma io dovevo parlare con loro...
Io: E quindi non con me. Richiamami pure quando avrai finito il discorso con gli altri. (Riaggancio.)
Quarta chiamata: passata in cavalleria. Passano dieci minuti in cui, mentre mi sto occupando dei cazzi miei, mi chiedo di tanto in tanto se l'ha capita. (Tsè, guarda, Dumdumderum, ho visto politici onesti in Italia.)
Quinta chiamata:
Io: Pronto. (E' lui, è lui, e il mio tono gronda veleno.)
U: Un attimo. (Blablablux e blablibraff.)
Io: Un attimo 'sta cippa. Tanti saluti e richiamami quando sei solo. (Riaggancio.)
32 millisecondi, e riparte una chiamata. Stavolta, bastardissimamente, lascio passare tutte le sue chiamate in cavalleria e non lo cago più di striscio. Dopo circa un'ora, mi chiama il collega dell'utOnto.
UtOnto2: Sai, ti chiamavo per conto di U, che aveva bisogno di [cazzatella informatica] e dice che è incazzato nero perché tutte le volte che ti chiamava gli sbattevi il telefono in faccia.
Io: Se U la pianta lì di farsi i beati cazzi suoi quando chiama qualcuno, forse lo trova quello che gli dà una risposta. Quanto a [cazzatella informatica], per questa volta s'attacca al tram e tira, perché gliel'ho spiegato millemila volte come si risolve, e se anche quando gli spiego pensa ai cazzacci suoi, ebbene quelli sono.
U2: Sai, me l'aspettavo. Va bene, gli riferirò. Ciao.
Le volte dopo, almeno, ha capito che se chiama me deve parlare con me. Chissà fino a quando durerà.

venerdì 13 settembre 2013

Anche i politici sono utOnti all'ennesima potenza

... e ovviamente se ne strabattono le strapalle. Tanto, loro mica possono essere toccati dalle leggi che magari loro stessi promulgano. Per casi di utOntaggine come quello che andrò a descrivere, un volgare dipendente si trova a dover passare dal direttore del personaldipartimento risorse umane, dal quale si prende un bel calcio in cuuna bella lettera di licenziamento per giusta causa. Un politico? Pfui. Un po' di polemica sui giornali e finita lì. (Adesso mi chiederete: ma, visto l'argomento, perché non pubblichi questo post sull'altro blog? Semplice, rispondo io: perché qui intendo porre l'accento sull'utOntaggine del personaggio in questione e non sul suo troppo scontato piazzarsi su un piedistallo dorato e considerarsi intoccabile.)
Allora, il presidente della regione Liguria decide che un bel giorno deve andare a trovare i parenti in un paese lontano, e vabbe', ci può stare, perché li vede una volta all'anno. Programma la visita per il tale giorno, e anche questo ci può stare. Gli cambiano la data del consiglio regionale, piazzandola proprio quel giorno. Chiede ai sensi della legge un permesso, il consiglio glielo concede. Tutto legale, ci mancherebbe. Piglia e va dai suoi parenti, ma nessuno era tenuto a saperlo; può aver chiesto il permesso per i più disparati motivi, nessuno va a indagare se dei motivi familiari ti tengono lontano dal lavoro (parola grossa, per i politici). Pigliano e vanno a funghi: e quindi? Lontan dagli occhi, lontan dal cuore, no? Ma 'sto pollo che cazzo s'inventa? Trova un bel porcino e subito, immediatamente, in tempo zero, pubblica la foto su Twitter, sai, così, per vantarsi con gli amici (questo è l'articolo). Già: mentre i suoi colleghi erano riuniti in consiglio, lui va a fare lo sborone comunicando al mondo intero che se la sta godendo e che non gliene fotte un cazzo del consiglio regionale. Cioè, sbattilo in faccia a tutti: ai tuoi colleghi (soprattutto quelli dell'opposizione), alla popolazione che ormai può vedere i politici come un calcio nelle palle, ai "giornalisti" che non aspettano altro per cucirti addosso un bel vestito! Poi trova pure una giustificazione che, a questo punto, sa tanto di presa per il culo! Non credo proprio che i parenti di costui si sarebbero offesi se avesse comunicato loro che poteva andarli a trovare in un'altra data; e invece niente, il giorno era quello, cascasse il mondo.
E qui torniamo alla solita considerazione sulle socialmerde. Stanno barbaramente uccidendo il buon senso della gente. Una volta se si combinava qualcosa di storto non si andava a pubblicarlo su tutti i giornali, no? Ma il fatto che il web sia pubblico esattamente come la stampa non entra più nel neurone solitario di tanti personaggi, i cui nemici gongolano quando li vedono darsi la zappa sui piedi in quella maniera.

mercoledì 4 settembre 2013

Requiescat in pace (2)

Ancora una volta, non un post sull'utOntaggine di qualcuno.
E' definitivamente morta e sepolta Nokia, famosa produttrice di telefonia mobile di buona qualità e alla portata di (quasi) tutte le tasche. Si è svenduta al migliopeggior offerente: Microsoft.
Adesso qualcuno mi darà dell'antimicrosoftiano. Sì, un po' lo sono, anche se nella sua vita l'azienda merrrrrricana qualcosa di buono l'ha combinato. Sono i finlandesi ad aver imboccato una china che alla fine li ha fatti finire dritti nelle fauci dello squalo(*). Il loro errore più grande è stato il non investire abbastanza su un sistema operativo che avrebbe potuto dare filo da torcere alla concorrenza. Symbian era un eccellente sistema per telefoni cellulari o furbofoni vari; ma era chiuso, blindato, sprangato. Sì, qualcuno mi dirà: iOS di Apple è altrettanto blindato; solo Android è aperto. Ma sulla possibilità di creare app di tutti i generi da parte di sviluppatori terzi Apple ha investito tantissimo; Nokia invece sembrava aver attuato una politica di scoraggiamento di questi sviluppatori terzi. E così, da numero uno mondiale, l'azienda finlandese anno dopo anno ha perso pezzi su pezzi. E adesso è morta e sepolta, divorata da un'azienda avida e famelica che non mira al soddisfacimento dell'utenza. Requiescat in pace.


(*) Senza offesa per gli squali

mercoledì 24 luglio 2013

L'utOnto domestico: se lo conosci lo eviti

Mi sono trovato l'altro giorno a dover sistemare un paciugo sul PC di un mio conoscente, utOnto all'utOntesima potenza, denominato MaChiT'HaVomitato. Siccome non potevo intervenire di persona, e MCTHV aveva fretta (chissà poi perché: forse doveva correre a cambiare il suo stato sul Tomo delle Facce di Merda), e siccome già in passato gli avevo messo in pieno centro del desktop il buon TeamViewer, ho optato per l'assistenza in remoto.
Io: Lancia quella bella iconina bianca e azzurra con la scritta TeamViewer (pronunciato in quella lingua là) che hai in mezzo al desktop.
MCTHV: Tim? Ma io non c'ho mica la chiavetta Tim.
Io: (#&*%!) Macché chiavetta Tim. Hai un'iconina bianca e azzurra in mezzo al desktop: c'è scritto T-E-A-M V-I-E-W-E-R. Non l'avrai cestinata, vero?
MCTHV: No, no, ecco, l'ho trovata. L'ho aperta.
Io: Ok. ('Sta cippa.) Adesso ti presenta a video un numero lungo chiamato ID e uno corto chiamato password. Quando me li avrai dettati, io mi collegherò col tuo PC in assistenza remota. Vedrò quello che vedi tu a video, e potrò muovere il mouse e dare comandi come se fossi fisicamente lì con te: chiaro?
MCTHV: Sì, sì, fai pure.
Mi faccio dettare i due numeri (per fortuna me li passa senza errori) e, TA-DAAAAN!, mi connetto, vedo il suo desktop e comincio a muovere il mouse.
MCTHV: Aiuto, c'ho i fantasmi! Il mouse si è mosso da solo!
Io: Ma se te l'ho appena detto che avrei agito da remoto! Sono io che ti sto muovendo il mouse; immagina che ci sia la mia mano lì da te a muoverlo.
MCTHV: Ma qui non c'è la tua mano...
Io: (Ma porca di quell'olgettina!) Quale parte di "immagina" non ti è chiara? Comunque, se ti dico che prendo il controllo da remoto, vuol dire che faccio io tutto. Quindi...
MCTHV: S'è mosso, s'è mosso ancora!
Io: Va bene, allora io non tocco più niente. Muovi tu il mouse dove ti dico io. (Mormorio di conferma - tsè - da parte sua) Allora, vai su quell'icona dove c'è scritto Pannello di controllo...
Per farla breve, un quarto d'ora di puro godimento, con MCTHV che mi ha aperto le risorse del computer, il browser, una cartella di stracagate che aveva lì, di nuovo il browser, di nuovo le risorse, e io a continuare a dirgli "No, non questo, più sotto", "L'icona azzurra con scritto Pannello di controllo", "Vai più a sinistra", eccetera. Alla fine MCTHV getta la spugna.
MCTHV: Vabbe', allora se mi garantisci che il fantasma qui sei tu...
Io: E' ovvio. Lasciami truschinare.
Sistemo quella cazzata, chiudo la sessione remota e lo saluto, chiedendomi una volta di più come cazzarola ha fatto una specie così rincoglionita come l'umanità a dominare il mondo.

giovedì 6 giugno 2013

"Free" 'sta cippa

Ancora una volta, non un caso di utOntaggine. Anche se comunque impatta molto sfavorevolmente sul problema, dato che è un approfittarsi della dabbenaggine di un utOnto per scatafottergli il PC corcandolo di robaccia non richiesta, inutile quando non dannosa, quanto meno difficile da spazzare via.
Sto parlando del fatto che ultimamente una marea di software classificati come "free" giungono accompagnati da quintalate di barre di ricerca del menga, di schifezze pubblicitarie, di sfrucugliamenti di coglioni in genere. E vabbuo'; il problema, che ormai mi sta facendo girare i cabasisi a mille, è che lanci un installer, mitragli a raffica sul tasto "Avanti" o comunque si chiami, tanto sono tutte cazzate di licenza e vuoi installarlo lì e menate del genere... e poi, assieme al tuo bel software free, ti trovi installate tante di quelle merdate che non sai più come venirne a capo. E a volte sono ancora più bastardi, perché, se in alcuni casi è ben visibile l'opzione per levarsi dalle palle rumenta aggiuntiva, in altri casi l'utOnto medio non ci arriverà mai: bisogna essere tecnici informatici per non farsi inculare.
Esempio: guardate Freemake Video Converter, un software peraltro ben fatto, semplice, che funziona bene. A un certo punto dell'installazione, presenta questa finestrella:



(Le orrende marcature in rosso di queste immagini sono farina del mio sacco)
Cioè, che cippalippa capisce il povero utOnto medio? Ma anche lo smanettone della domenica, quello che si ritiene il genio assoluto dell'informatica e inanella minkiate una dietro l'altra? Ovviamente che l'opzione personalizzata per togliersi dai coglioni quello Snap.do (ma potrebbe essere Delta o altre cagate del genere: secondo me se le scarica on-line al momento dell'installazione) non è disponibile. Ma tuttavia però (eziandio & con ciò fosse cosa che, sì, ormai l'abbiamo capita) se ci clicchi sopra, sorpresa sorpresona, scopri che è disponibile, eccome se lo è. E poi puoi andare a togliere il segno di spunta alla prima voce, che almeno è abbastanza furba da toglierlo anche alle altre due in automatico: così.


Non è una gran bastardata un espediente del genere? Cioè, il povero utOnto che ha cliccato a mitraglia su "Avanti" si ritrova Snap.do e non sa nemmeno di essersi inzozzato il PC da bestia. Lo smanettone della domenica va avanti dicendosi "E vabbe', dopo vorrà dire che disinstallerò Snap.do", per poi trovarsi a bestemmiare in tutte le lingue che conosce, cioè a malapena una, perché quel benedetto widget ha lasciato residui tossici e scorie radioattive da tutte le parti, e liberarsene diventa un'impresa a metà tra la fatica di Sisifo e il supplizio di Tantalo. E il tecnico informatico non ride dell'utOnto e neppure del SoTuttoIo, perché toccherà poi a lui andare a scavare tra millemila file, chiavi di registro e quant'altro per ripulire il PC da quella merda.
Detto chiaro e tondo fuori dai denti: ne ho piene le palle. Chi produce software marchiandolo come "free" la deve piantare di cercare tutte le maniere per compiacere i propri sponsor a spese della citrullaggine della gente. Un citrullo è un citrullo, ma approfittarsene è davvero da vigliacchi e infingardi. "Free" vuol dire libero (non necessariamente gratis, però): libero da pastoie e da cazzi & mazzi. Freemake Video Converter è un software che mi sento di consigliare, ma se non avete le idee chiare dovete farvelo installare dal vostro tecnico informatico di fiducia; ciò non toglie, comunque, che questa sia una gran bastardata.

mercoledì 22 maggio 2013

Ancora utOnzia domestica

Chiamata ricevuta da un amico che chiamerò EraMeglioSeNonSiPrendevaUnPC, un po' di tempo fa:
EMSNSPUPC: (tutto entusiasta) Ehi, sai, sono diventato ricco, ho appena vinto un milione!
Io: Com'è, hai imbroccato una cinquina?
EMSNSPUPC: No, meglio, meglio! Guarda, mi è arrivato per mail un messaggio dove mi dicevano che ho vinto, e mi davano un link da cliccare. Io l'ho cliccato, mi hanno chiesto un po' di dati e adesso sono in attesa che mi accreditino il milione...
Io: Complimenti: sei il fortunato vincitore di un milione di grane.
EMSNSPUPC: No, di euro...
Io: No: di grane, ma quelle grosse. Hai dato il tuo IBAN a quel sito?
EMSNSPUPC: Be', sì, che male c'è?
Io: C'è che sei un Citrullo con la C maiuscola. Quand'è successo?
EMSNSPUPC: Be', dieci minuti fa...
Io: Benissimo. Adesso corri in banca e fai in modo di bloccare tutti i movimenti, e quando dico tutti intendo proprio tutti, sul tuo conto corrente, sul bancomat e su tutte le tue carte di credito. Ma corri! Dieci minuti sono già troppi, ma forse sei ancora in tempo.
EMSNSPUPC: Ma io...
Io: Sei ancora lì? Galoppa!
EMSNSPUPC: Ma sei sicuro che...
Io: Ga-lop-pa!
EMSNSPUPC: Sì, sì, va bene, vado.
Convinto dal mio tono urgente - è un amico, se no avrei potuto sbattermene i cabasisi - va in banca, parla col direttore, bloccano tutti i movimenti. Dopo alcuni giorni mi chiama.
EMSNSPUPC: Ehi, sai, è successa una cosa buffa. Dopo che mi hai spinto a bloccare tutto, qualcuno ha tentato di fare dei movimenti anomali sul mio conto. Il direttore della banca mi ha consigliato di spostare tutto su un altro conto e di rifare bancomat e carta di credito; io ho accettato - ma adesso non mi verrai a dire che ho fatto male?
Io: No, se te l'ha detto il direttore della banca ti puoi fidare.
EMSNSPUPC: Ah, già che ci sono, adesso il PC non mi funziona più tanto bene; è lento, metà delle cose non me le apre e quando apro Internet mi va su siti porno o roba del genere.
Io: E questa è solo la seconda del milione di grane che ti sei tirato dietro aprendo messaggi alla mentula canis.
EMSNSPUPC: Ma cosa posso fare?
Io: Piallare il PC, cos'altro?
EMSNSPUPC: Ma no, io lì ho questo+quello+quell'altro... (una lunga serie di giochini del cazzo e video porno scaricati da chissà dove - NdB)
Io: Tutto corrotto. Stacca il PC dalla rete e piallalo, prima che qualcun altro ti avvisi che hai vinto un miliardo, ovviamente di grane.
EMSNSPUPC: Ah, vabbe'.
Risultato: il PC è arrivato da me per il piallaggio. Per la cronaca, prima di brasarlo gli ho fatto un controllo antivirus; ben tre antivirus sono impazziti e hanno gettato la spugna con quel coso. Ricuperabile: zero per cento. Come il cervello del mio amico utOnto all'utOntesima potenza.

lunedì 6 maggio 2013

Gli utOnti e il cestino delle mail

(Okkey, visto che Bitmover non scherzava sul suo forfait, ho iniziato - per adesso solo nei post - a scriverlo come lo scriveva lui)
Stamattina un utOnto che ho battezzato SembravaSveglio chiama Collega.
SS: Sai, avevo bisogno di leggere delle mail che però non mi ritrovo più.
C: Mica per caso le hai spostate da qualche altra parte?
SS: Ma sì, le avevo messe nel cestino. Non mi dirai mica che non restano lì dentro?
C: Be', il cestino ogni 48 ore viene svuotato automaticamente.
SS: Ah, però. Io pensavo di poterle parcheggiare lì, che rimanessero. Adesso le devo parcheggiare in un altro posto.
Ah, però. Che strapiffero vorrà mai dire "cestino"? E' come se parcheggiassero della roba nel cassonetto delle immondizie e poi si lamentassero che il camion dell'impresa di nettezza urbana è passato e ha portato tutto in discarica. Ma chissà come mai a questo livello di utOntaggine non sono mai giunti!

venerdì 5 aprile 2013

Requiescat in pace

No, non un caso di uTontaggine (o dovrei dire utOntaggine, ora, visto che Bitmover ha dato forfait? Vabbe', questo è un altro paio di mutandemaniche...). Il RIP del titolo va a una casa di produzione di videogiochi che ha avuto un passato glorioso, e che ha finito per mangiarsi la reputazione. Si tratta di LucasArts, nata come costola di LucasFilm (e infatti quando pubblicò titoli leggendari come Maniac Mansion, Zak McKracken, Il Segreto di Monkey Island era nota col nome di LucasFilm Games). Perché, però, a questo punto mi viene proprio spontaneo il motto "Chi è causa del suo mal pianga sé stesso"? Disney ha acquisito la Lucas, e vabbuo'. Avrebbe potuto mantenere in piedi LucasArts? Magari forse probabilmente, può darsi, in via del tutto ipotetica. Se LA avesse continuato a sfornare titoli di qualità. Se non fosse caduta nella trappola in cui sono cadute tante altre ditte, di inseguire il profitto immediato, di cercare di invadere il mercato con prodotti bacati e incompleti per poi vomitare patch al ritmo di una ogni tre giorni e produrre contenuti aggiuntivi per tappare i buchi, facendoli però pagare salatissimi. Una di queste ditte si chiama electronic arts, e ha perso da mo' il diritto alle maiuscole. LA, dopo le sue fortunatissime avventure grafiche, si è limitata a imbarcarsi in una serie infinita di giochi basati su Guerre Stellari (spiacente, so che va di moda il nome in quella lingua là, ma io sono ancora legato al periodo in cui il nome era tradotto in italiano), l'uno il clone dell'altro, pieni di bachi e di buchi da tappare con toppe varie e, ovviamente, DLC a pagamento. Certo che poi Disney, famosa per puntare alla qualità e non alla quantità, non se l'è sentita di mantenere in piedi una casa del genere, che per essa sarebbe stata un grosso buco nel portafoglio. Be', probabilmente finiranno sotto le sgrinfie malefiche di ea, e continueranno a mangiarsi quel poco di reputazione che resta loro andando avanti a oltranza a invadere il mercato con cloni clonati da cloni di Guerre Stellari, coi loro bachi a nastro e i loro DLC vampiri, perché comunque questa è la politica di ea. Oppure rifiuteranno e se ne andranno tutti quanti a spasso. Sia come sia, la mia idea è e rimane questa: la vera LucasArts è morta già tanti anni fa, appena dopo la pubblicazione del suo fortunatissimo Grim Fandango. Ora il lugubre fandango suona per loro. Requiescat in pace.

mercoledì 13 marzo 2013

UTontaggine faccialibrara

O ignoranza stratosferica sempre più diffusa.
Sul Corriere c'è un bell'articolo riguardante l'ennesimo meme faccialibraro - ma come cazzarola si fa a incartarsi su una cosa del genere?


A parte il terribile miscuglio tra simboli antiquati (la divisione al giorno d'oggi si scrive coi due punti oppure con il /) e notazione algebrica avanzata (indicare una moltiplicazione senza alcun segno) la didascalia afferma che apparentemente 9 persone su 10 la sbagliano. Ma (ribadisco) come cazzarola si fa a dimenticarsi la priorità tra operazioni aritmetiche, la regola "da sinistra a destra" e il significato delle parentesi? Roba che si dovrebbe studiare in quinta elementare, e che le vecchie generazioni dalla mia in su addirittura studiavano in terza! Cioè, non si chiede la dimostrazione dell'ultimo teorema di Pierre de Fermat: si chiede la risoluzione di una semplicissima operazione aritmetica.
Ma, d'altronde, lo scopo per cui Faccialibro era nato è stato completamente accantonato. Adesso non serve più a tenere in contatto tra loro persone lontane; serve a raccogliere i peggiori esempi di uTontaggine che esistano al mondo. Se una civiltà aliena decidesse di studiare la nostra civiltà e il suo primo contatto fosse Faccialibro, be', credo proprio che ci situerebbero un gradino più in su di un verme della putrefazione, e se ne andrebbero dicendosi "Non vale la pena perdere tempo con creature così stupide".

venerdì 18 gennaio 2013

UTontaggine ferroviaria

Già, mica succede soltanto con la paccottiglia tecnologica; un uTonto ci nasce e ci rimane per tutta la vita in tale condizione.
Premessa: forse dedicherò (sull'altro blog) un lungo e inkazzoso post alle stortaggini di Trenimerda, che ha preso i suoi utenti per dei polli da spennare a tutti i costi senza offrire loro un servizio pubblico degno di questo nome. Ma vabbe'. In ogni caso, parlo dei treni su una linea "di periferia", nemmeno elettrificata, di quelle che Trenimerda vorrebbe veder scomparire perché non ci viaggiano i suoi mer(d)avigliosi treni FrecciaColorCacca e quindi non garantisce abbastanza spennamento di polli. Treno per i pendolari: una (una!) di quelle antiche automotrici diesel degli anni '60, quelle revisionate negli anni '80 e poi rimaste così com'erano: classe ambientale Euro Meno Trentadue, più o meno. Dato che quel treno cerca sempre di portare il triplo di persone che può contenere, e che quindi i corridoi e lo spazio vicino alle porte d'uscita sono a livello "sardina in scatola" e quelli che hanno trovato il posto a sedere devono bestemmiare tutte le volte che devono prepararsi a uscire per la loro fermata (a meno che non vadano fino a [Capolinea]), io arrivo con buon anticipo e mi piazzo sullo strapuntino "strategico" (se c'è) vicino alla porta che si aprirà a [MiaFermata]. Un giorno ero già lì su quel benedetto strapuntino, e a un certo punto dalla porta entrarono ben 4 persone una dietro l'altra.
La prima, una donna sui 50, mi chiese: "Questo è il treno per [Capolinea]?"
Risposta affermativa da parte mia.
La seconda, una donna sui 30, era giusto dietro la prima. Mi domandò:
"Ma allora è questo il treno per [Capolinea]?"
Tra me pensavo: ma ascoltare mai? E leggere il tabellone luminoso è un optional? Comunque, anche qui risposta affermativa.
Il terzo, un tizio di età indeterminata con l'aria di un professore bocconiano, era salito giusto a culo alle due oche giulive di prima; tuttavia mi chiese: "Questo treno va a [Capolinea]?"
Humpf e doppio humpf. Sordi e ciechi, eh? Comunque, anche a lui diedi una risposta affermativa.
Il quarto era un mio buon conoscente/amico occasionale (mai capito la differenza). Anche lui mi pose la fatidica domanda: "Questo treno è quello per [Capolinea]?"
"Boh, e chi lo sa." risposi.
Faccia oltremodo perplessa e sconcertata. "Ma come, ci sei sopra e non lo sai?"
"A me basta che arrivi a [MiaFermata]. Dopo può andare dove vuole: anche su Marte, se gli gira di passare da quelle parti."
Furioso aggrottare di sopracciglia. "Ma perché mi appioppi questo genere di risposte?"
Da parte mia, ghigno a 32 denti o quasi (denti, dico). Risposi a voce abbastanza alta da farmi sentire anche dentro gli scompartimenti: "Be', sai, non solo sei il quarto orbo come una talpa che non riesce a leggere un tabellone luminoso a caratteri cubitali che indica la destinazione del treno; sei anche il terzo sordo come una campana rotta che non ha sentito la risposta che ho dato alla prima orba."
Due delle tre persone colpevoli di così tanta uTontaggine erano visibili, e si misero studiatamente a guardare fuori dal finestrino. Il mio conoscente replicò con un ghigno analogo. "Ah, ecco, nasci uTonto e resti uTonto per tutta la vita, eh? Be', da parte mia la mia unica scusa è che stavo pensando ai cazzacci miei e non ho cagato di striscio gli altri tre."
"Né il tabellone." replicai. "Sei anche la classica dimostrazione che gli italiani non leggono nemmeno se ne va della loro vita."
"Giusta osservazione. Be', la prossima volta farò in modo di non farmi di nuovo questa figura di caccamerda."
Insomma: due scimmiette più il contrario della terza: in Italia nessuno vede, nessuno sente, ma tutti parlano troppo.

giovedì 17 gennaio 2013

Gli uTonti e la ragione a tutti i costi

Capitata a Collega.
UTontaOltremodoSpaccaballe (sì, sempre lei, quella che ci telefona dall'ufficio di fianco) chiama Collega, e gli dice che non riesce ad accedere a un protocollo del sistema documentale in dotazione. Un protocollo del 2012, badate bene, cioè su un database già chiuso e immutabile come fosse inciso nella pietra. Collega triga un attimo sul SD, poi dice a UOS: "Guarda che questo protocollo non ha nulla a che vedere con quello che mi stai dicendo."
UOS insiste che lei ce l'ha in forma cartacea davanti al naso; C insiste a replicare che no, non è quello, finché UOS posa il telefono e piomba da noi col benedetto foglio in mano: "Eccolo, è questo!" e lo sbatte sotto il naso di C.
C, con un sogghigno, le dice: "Per forza che non lo trovavi con quel numero. Qui c'è un 2, non un 8."
UOS lo guarda stupita, fa le sue doverose scuse per quant'è stata orba (e Capo le fa una battuta ironica sul cambio di occhiali) poi torna all'attacco:
UOS: Ma io ho provato anche a cercarlo mettendo questo nome nel campo di ricerca e non me l'ha trovato.
C: (Fa la ricerca) Ma sì che c'è, vedi qui, appare tranquillamente.
UOS: Sì, ma prima non mi è comparso.
C: Se hai fatto questa stessa ricerca, doveva esserti comparso. (Vedo dalla sua faccia che sta pensando: se mi hai già confuso un 2 con un 8, figurarsi se lo vedevi.)
UOS: No, sono sicura, prima ho cercato e non mi è proprio comparso.
C: Ascolta, questo protocollo qui è su un database che abbiamo chiuso il 31 dicembre; l'indice di ricerca non è cambiato, e se io dovessi lanciare ottocento volte questa ricerca otterrei ottocento volte lo stesso risultato. Se l'hai cercato così devi averlo trovato, anche prima, o hai sbagliato a immettere qualche dato.
UOS: No, no, io sono sicura di aver fatto la ricerca giusta, ma prima non mi è comparso.
C ci rinuncia, le risponde "Sì, sì, va bene" e alla fine UOS si leva da quelle che continua a spaccare. E a noi non resta che aspettare che UOS vada in pensione...

venerdì 21 dicembre 2012

Videogiochi e violenza

N. B.: Non sapevo bene su quale dei due blog mettere questo post, perché è relativo ad aspetti tecnologici ma non è un caso di uTontaggine... alla fine ho tirato una monetina, e questo post l'ha vinto questo blog.
Dunque: ogni volta che un pazzo scatenato prende in mano un'arma da fuoco, entra in una scuola o altro luogo affollato da giovanissimi e fa una strage, i media cominciano a smenarla. Giocava ai videogiochi + ha massacrato n innocenti = i videogiochi sono violenti e vanno aboliti. Giochi incriminati: be', qui ce n'è un'ampia scelta, ma tutti incentrati su temi bellici. La ghigliottina mediatica è caduta su tutti i vari Call of Duty, Battlefield, Medal of Honor... ma anche su altri videogiochi, magari più fantascientifici, come Mass Effect. Nessuno ha tenuto conto del fatto che una persona normale la quale si diverte a sfogare i propri istinti più violenti in un videogioco di questo genere dopo affronta il mondo con più serenità e non metterà mai in pratica sul vicino di casa quello che ha inflitto a centinaia di nemici virtuali, mai nati, mai vissuti, e perciò mai morti. Nessuno ha tenuto conto che un pazzo non ha nessun bisogno di videogiochi per massacrare un folto gruppo di innocenti, altrimenti non si spiegherebbe perché la follia omicida sia sempre esistita, anche molto prima dell'invenzione dei videogiochi. Io ho un episodio che confuta ampiamente questo assioma secondo cui un videogioco di guerra è la culla della follia omicida, e che invece pone l'accento su videogiochi che davvero scatenano tutto il peggio che c'è in noi.
Dunque: un giorno mi trovo a casa di un vecchio amico, che mi ha invitato a cena e a passare la serata lì con lui e la sua famiglia. Dunque: lui, sua moglie, suo figlio adolescente, e come ospiti io e un compagno di scuola del ragazzo. I due ragazzi sono amici per la pelle, darebbero la vita l'uno per l'altro.
Ma tuttavia però
(eziandio)
(con ciò fosse cosa che)
Finiamo la cena, poi io e il mio amico ci mettiamo a chiacchierare, a discutere di attualità, a rievocare i vecchi tempi e tutto 'sto mucchio di blablabla che ci si scambia tra amici. Sua moglie si affaccenda a caricare la lavastoviglie e a pulire la cucina. I due ragazzi si piazzano alla PS3. Quale videogioco scelgono?
Pro Evolution Soccer 2012 (sì, l'episodio è di quest'anno).
Onore al merito: PES è uno dei migliori giochi di calcio mai prodotti, se non il migliore: questo a detta di gente che ne ha provati a bizzeffe, e che storce il naso solo a sentir nominare il suo diretto concorrente. Ma possiede il lato negativo di tutti i videogiochi di calcio mai esistiti, fino a risalire a quelli pixelosi e blocchettosi degli anni 80, dove il pallone, nel caso migliore, era rappresentato con un quadratino dagli angoli smussati.
Insomma, dopo pochi minuti di gioco (minuti, porka vakka! MINUTI!) i due ragazzi amici-per-la-pelle-ecc. si stanno quasi ficcando le mani addosso, e ognuno dei due accusa l'altro di aver imbrogliato. Il mio amico e sua moglie scuotono la testa con rassegnazione; io lancio lì un'osservazione: "Come potete accusarvi a vicenda di imbrogliare se ognuno di voi ha fatto niente di più che ciò che il software gli permette?". Urrà, vittoria, i due ragazzi riappacificati... tsè, c'è un elefante rosa a pallini viola che vola in cielo sospinto dalle sue scoregge. La calma dura per due minuti, poi ricominciano a volare insulti. Il mio amico, sospirando, mi fa: "Sempre così. Domani a scuola passeranno la giornata a guardarsi in cagnesco e poi magari dopodomani riusciranno a far pace." La moglie mi guarda come a dire ti prego, trova un'altra frase fulminante, magari più efficace.
Io mi stringo nelle spalle, come a replicare che non c'ho la bacchetta magica... poi mi coglie un'illuminazione. Estraggo una confezione di un videogioco dalla raccolta piazzata in posizione strategica vicino alla console, mi avvicino ai due ragazzi e dico loro: "Bene, ragazzi, che ne dite di cambiare gioco? Provate questo."
Il figlio del mio amico mi guarda come a dire: ma tu sei scemo. "Ma se ci stiamo scannando su un gioco di calcio, pensa te cosa rischiamo di farci con questo."
"Fatemi il favore: provate."
Si stringe nelle spalle, interrompe PES (con un gemito del suo amico) e mette su questo. Che cos'è questo? Battlefield 3. Anche il mio amico e sua moglie mi guardano come a dire: rimedio peggiore del male. Io faccio loro un cenno d'intesa: state a vedere.
Morale della favola, dieci minuti dopo i due ragazzi sono lì a sforacchiare lunghe file di nemici virtuali, a scambiarsi pompate e commenti entusiastici, e tutti i cattivi pensieri di poco prima dimenticati! Il mio amico e sua moglie mi guardano con la stessa espressione con cui guarderebbero un mago.
"Vedete," dico loro, "io quando mi prende la voglia di spaccare tutto il mondo mi sbatto su un videogioco di guerra e spacco tutto in un mondo virtuale; dopo mi sento molto più in pace con l'Universo. La medicina ha funzionato anche con loro."
Morale della morale: se un videogioco è colpevole, che so, della strage in Connecticut, la colpa di quale videogioco è? Il pazzo stava giocando a un gioco di calcio, molto probabilmente.
Morale al cubo: in realtà, forse, tra pazzia omicida e videogiochi il legame, nel caso migliore, è assai labile. In una nazione dove le armi vengono vendute anche dal fruttivendolo, dove la stessa costituzione sancisce che è diritto di ogni cittadino possedere armi, il male è la società stessa, non questo o quell'altro videogioco. I videogiochi sono software, e i software non sono che degli strumenti. E' la mano che maneggia uno strumento a utilizzarlo per il verso giusto o quello sbagliato: lo strumento non è intrinsecamente buono o malvagio. Checché ne sbrodolino i media.